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	<title>Franca Faccin - Opere e biografia &#187; Senza categoria</title>
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	<description>Presenta le opere della pittrice, l&#039;antologia, la biografia e la cronistoria delle principali esposizioni.</description>
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		<title>A Palazzo Foscolo la mostra &#8220;Faccin &#8211; Il giro a colori&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Nov 2023 14:16:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Ha dipinto la sua prima bicicletta alla fine degli anni Ottanta e, da allora, è diventata uno dei segni distintivi dell&#8217;opera di Franca Faccin, nata a Vicenza ma adottata da Oderzo, dove si è trasferita dopo il matrimonio, nel 1970. Per Fondazione Oderzo Cultura onlus è stato naturale dedicare a lei lo spazio espositivo di Palazzo [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Ha dipinto la sua prima bicicletta alla fine degli anni Ottanta e, da allora, è diventata uno dei segni distintivi dell&#8217;opera di Franca Faccin, nata a Vicenza ma adottata da Oderzo, dove si è trasferita dopo il matrimonio, nel 1970. Per Fondazione Oderzo Cultura onlus è stato naturale dedicare a lei lo spazio espositivo di Palazzo Foscolo, come proposta culturale nel percorso di avvicinamento alla partenza della 18esima tappa del Giro d&#8217;Italia, la Oderzo &#8211; Val di Zoldo del 25 maggio. La mostra &#8220;Faccin &#8211; Il giro a colori&#8221;, voluta e realizzata dalla Fondazione, d&#8217;intesa con il Comune di Oderzo, e con il supporto del curatore, Fabrizio Malachin, sarà inaugurata alle 18.00 di sabato 22 aprile (2023), al piano nobile di Palazzo Foscolo, e potrà essere visitata fino al 18 giugno.</p>
<p><em>Notizia tratta da Treviso Today</em></p>
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		<title>Biciclette come metafora di vita, la mostra di Faccin</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Nov 2023 14:13:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La bicicletta come metafora di una vita e di un pensiero libero, così come libera è la sua pittura, tra giri di freni e campanelli (la mente e lo spirito), mercati a volo d&#8217;uccello, gru, eliche di aeroplani, barche, isole e spiagge, per un viaggio della fantasia fatto di colori, ideogrammi e pittogrammi. C&#8217;è tutto [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La bicicletta come metafora di una vita e di un pensiero libero, così come libera è la sua pittura, tra giri di freni e campanelli (la mente e lo spirito), mercati a volo d&#8217;uccello, gru, eliche di aeroplani, barche, isole e spiagge, per un viaggio della fantasia fatto di colori, ideogrammi e pittogrammi. C&#8217;è tutto l&#8217;alfabeto concettuale, mediterraneo e onirico di Franca Faccin nell&#8217;antologica Giallo blu verde rosso. L&#8217;altalena dei giri di freni, fino al 25 settembre (2022) nella Galleria di Piazza San Marco, sede della Bevilacqua La Masa di Venezia. A cura di Luisa Turchi con la collaborazione di Paolo Rosso, l&#8217;esposizione si compone di 67 fra dipinti e disegni dell&#8217;artista vicentina, nota per il sintetismo iconico delle sue biciclette, che «sono come astronavi che volano», spiega Faccin a Myriam Zerbi nella bella intervista inserita nel catalogo della rassegna (Antiga Edizioni). Franca Faccin (1948) inizia a disegnare fin da bambina. Frequenta il Liceo Artistico a Venezia e tra i suoi maestri ci sono Armando Pizzinato e Lucio Andrich. Tra personali, collettive e riconoscimenti nazionali e internazionali, il suo percorso si inserisce dapprima nell&#8217;espressionismo veneto e si fa via via sempre più scarno ed essenziale, fino a distaccarsi dal figurativo.</p>
<p>Nel 1999 pubblica «La bicicletta e il mare», una favola per bambini (e adulti) che è un sogno naif e che ritroviamo nella mostra: «Architetture indefinite per un&#8217;iniezione di energia &#8211; sottolinea Turchi &#8211; attraverso la potenza del colore».</p>
<p>In una sala scopriamo gli esordi pittorici, gli affetti e i luoghi cari, coi ritratti dei genitori o la spiaggia di «Eraclea».<br />
L&#8217;importante incontro con Peggy Guggenheim nel 1964 è ricordato da una tela che raffigura la camera della collezionista-mecenate e un ritratto su carta. L&#8217;excursus si sviluppa per sale cromatiche, con al piano terra le opere in giallo e azzurro e al primo piano le tele rosse, con le biciclette a fare da fil rouge: «La bicicletta siamo noi», un tutt&#8217;uno con le nostre pulsioni interiori, generate anche dall&#8217;incontro con l&#8217;altro sulla nostra strada.</p>
<p>Emblematica è un&#8217;opera a tecnica mista, «Il pirata», dedicata a Marco Pantani. Tra grafismi dal sapore orientale, metafisica del colore e del segno minimalista, riecheggiando Bruno Munari e Klee, l&#8217;itinerario prosegue verso le «Macchie» e i «Calligrafismi» e sempre più tendente all&#8217;astratto con linee, figure geometriche e la luce che si scompone. «Come le onde del mare &#8211; conclude Faccin &#8211; che arrivano sulla spiaggia, così è anche il mio animo, un moto continuo».</p>
<p><em>Articolo tratto dal &#8220;Corriere del Veneto&#8221; del 26/08/2022</em></p>
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		<title>Grafica, metafisica e colori nella mostra di Faccin</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Nov 2023 14:11:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Più di sessanta fra dipinti e disegni d&#8217;artista, una fusione tra grafismi dal sapore orientale, metafisica del colore e gusto per il segno minimalista. Biciclette, giri di freni, mercati a volo d&#8217;uccello sono gli scorci che si susseguono nelle opere dell&#8217;artista Franca Faccin alla quale è dedicata la mostra &#8220;Giallo, blu, verde, rosso. L&#8217;altalena dei [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Più di sessanta fra dipinti e disegni d&#8217;artista, una fusione tra grafismi dal sapore orientale, metafisica del colore e gusto per il segno minimalista. Biciclette, giri di freni, mercati a volo d&#8217;uccello sono gli scorci che si susseguono nelle opere dell&#8217;artista Franca Faccin alla quale è dedicata la mostra &#8220;Giallo, blu, verde, rosso. L&#8217;altalena dei giri di freni&#8221;. L&#8217;esposizione, voluta dalla Fondazione Bevilacqua La Masa e ospitata nella galleria di Piazza San Marco, è a cura di Luisa Turchi con la collaborazione di Paolo Rosso e il catalogo edito da Antiga. Le opere dell&#8217;artista si potranno ammirare fino al 25 settembre (2022), dal martedì alla domenica, dalle 11 alle 19 (chiuso il lunedì). Franca Faccin è nata a Vicenza, ha poi frequentato il liceo artistico a Venezia e la Scuola d&#8217;Arte. Ha all&#8217;attivo numerose personali e collettive, ottenendo riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali, dagli anni Sessanta fino allametà degli anni Novanta. Figura di spicco dell&#8217;espressionismo veneto le sue opere a tema &#8220;bicicletta&#8221; sono state donate al trentino Francesco Moser e al veneto Omar Bertazzo come omaggio durante il Giro d&#8217;Italia.</p>
<p><em>Articolo tratto da &#8220;La Nuova di Venezia e Mestre&#8221;</em></p>
<p><a href="http://www.francafaccin.it/wp-content/uploads/2022/04/franca-faccin.jpeg"><img class="  wp-image-449 alignnone colorbox-467" src="http://www.francafaccin.it/wp-content/uploads/2022/04/franca-faccin-225x300.jpeg" alt="franca-faccin" width="317" height="423" /></a></p>
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		<title>Una tela dell&#8217;artista Franca Faccin a Norimberga</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2015 09:51:00 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_433" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.francafaccin.it/wp-content/uploads/2016/01/Bicicletta-rossa-di-F.Faccin.jpg.jpg"><img class="wp-image-433 size-medium colorbox-432" src="http://www.francafaccin.it/wp-content/uploads/2016/01/Bicicletta-rossa-di-F.Faccin.jpg-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Bicicletta su fondo rosso &#8211; Olio su tela cm. 120&#215;120, 2014</p></div>
<p>Oderzo (TV) – “Bicicletta su fondo rosso” è il titolo dell’ opera realizzata dall’ artista Franca Faccin, che ora è nella sede Comunale , Assessorato all’ Ambiente e Salute, della città tedesca di Norimberga. L’ opera realizzata ad olio su tela, di grandi dimensioni – cm. 120 x 120 – del 2014, è stata acquisita dal Comune di Norimberga in occasione della mostra personale “La bicicletta e il mare” che si è svolta dal 17 ottobre al 5 novembre 2014, in occasione del 60° anno di fratellanza tra le città di Venezia e Norimberga.</p>
<p>Il titolo della mostra è tratto dal libro omonimo, pubblicato nel 1999, scritto ed illustrato dalla pittrice per i bambini delle scuole elementari di Oderzo (TV). Tra l’ altro la pubblicazione ha ricevuto notevoli riconoscimenti ed è inserito nella collezione dei libri d’ artista al National Museum of Women’s Art di Washington e nell’ archivio del libro d’ artista per bambini O.P.L.A. di Merano (BZ) ed è stato apprezzato al Dipartimento per l’ Educazione del Museo Guggenheim di New York. Il libro è stato rivisto dall’ artista e ristampato nel giugno 2014 con la traduzione in tedesco per onorare l’ importante appuntamento di Norimberga.</p>
<p>In occasione della mostra “La bicicletta e il mare” Franca Faccin ha presentato le sue inconfondibili, colorate opere, olio su tela, protagonista appunto la bicicletta. Particolarmente interessanti le tele “Parole su grigio”, “Parole su rosso” e “Parole rosse”, dove il segno, sicuro e ripetuto, il bianco ed il grigio, possono ingannare, rimandando all’ Oriente ed invece sono biciclette. Affascinano i suoi cromatismi, che al primo sguardo possono apparire forti, ma mai volgari, essi sono un invito alla contemplazione. L’ attenzione va rivolta anche alle chine su carta, nelle quali pochi segni e macchie di colore le rendono particolarmente eleganti.</p>
<div id="attachment_436" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.francafaccin.it/wp-content/uploads/2016/01/Il-suonatore-di-F.-Faccin.jpg.jpg"><img class="size-medium wp-image-436 colorbox-432" src="http://www.francafaccin.it/wp-content/uploads/2016/01/Il-suonatore-di-F.-Faccin.jpg-300x212.jpg" alt="Il suonatore, china su carta di Franca Faccin (collezione NPL)" width="300" height="212" /></a><p class="wp-caption-text">Il suonatore, china su carta di Franca Faccin (collezione NPL)</p></div>
<p>Franca Faccin nasce a Vicenza nel 1948 e fin da giovanissima si interessa alla pittura e nel 1963 frequenta il liceo artistico di Venezia, sotto la guida del Maestro Armando Pizzinato; prosegue gli studi frequentando la scuola d’ arte e diversi corsi a Vicenza e nel 1968, non ancora ventenne, viene presentata dallo scrittore Neri Pozza alla mostra d’ arte “Rassegna antologica artisti vicentini del primo Novecento”. Nel 1970 si trasferisce a Oderzo (TV) dove tuttora risiede.</p>
<p>I suoi frequenti viaggi in Sicilia incidono sempre più in quelle che saranno le sue scelte cromatiche, dominate dai toni accesi dei rossi e dei gialli. Nonostante i suoi impegni nel sociale –attività didattiche ai bambini delle elementari – non tralascia la sua raffinata ricerca del segno e di nuove combinazioni cromatiche.</p>
<p>E’ verso la fine degli anni Ottanta che compare la famosa “bicicletta” che grazie a diverse interpretazioni e nuove sperimentazioni, diviene elemento presente e costante nella sua pittura. Il suo percorso si fa sempre più essenziale, distaccandosi dal figurativo e l’ analisi del suo segno descrive le sensazioni del suo animo.</p>
<p>Franca Faccin ha partecipato a numerosi concorsi nazionali e internazionali, ottenendo premi e riconoscimenti. Numerose le rassegne espositive personali e collettive, in Italia e all’ estero. Una sua opera è presente anche al Museo d’ Arte Moderna e Contemporanea in Palazzo Foscolo di Oderzo (TV) ed altre opere si trovano in collezioni pubbliche e private.</p>
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